" E poi mi ritrovo sola alla fine del primo giorno di scuola, per alcuni irrilevante e per altri motivo di grande sconforto. Sono sola in un letto troppo piccolo secondo gli standard sociali, secondo me perfetto per chi é innamorato ma troppo grande per chi come me non vuole stare solo. Scaccio via i brutti pensieri cercandone di migliori rendendomi conto che é uno sforzo inutile. Più cerco uno spiraglio di "felicità" e più trovo tristezza quasi come il classico detto " per ogni cosa buona ne capitano altre dieci brutte ". Cerco di reprimere i pensieri e delle fitte alla testa fanno risuonare nel mio cervello le seguenti parole " Bip-Bip surriscaldamento del sistema operativo, sovraccarico di dati incorso" . Chiudo gli occhi per cercare di reprimere queste voci ma non funziona, sono dentro di me e non mi vogliono lasciare, fanno parte di me. Vorrei scacciarli come api quando uno a paura di loro ma come i pensieri le api ritornano all’attacco ma queste volta non basta più una manata per farle andare via, sono ostinate e pungono lasciando un dolore più intenso ma silenzioso. Chiudo gli occhi di nuovo e vedo il mondo oscillare, vedo ricordi, frasi, parole, gesti e momenti in contrasto tra loro come il mare contro gli scogli in una notte di luna piena mentre é in tempesta. La mia poco autostima si riversa nei miei rapporti sociali, nelle mie interazioni così dirette e prove di tatto e di senso logico. La mia continua ricerca di attenzioni da parte maschile cresce facendo solchi pesanti nel mio cuore e di quelli a me circostanti. HO PAURA DI ME STESSA in modo alquanto strano poiché la mia paura non é quella di persé di poter fare gesti avventati che potrebbero lasciare segni permanenti sul mio corpo o addirittura renderlo privo di vita, ma quella di procurare dolore alle persone a me care. Questa mia paura mi porta ad abbandonare le persone da me e ad essere molto fredda e distaccata. Non so di cosa o di chi ho bisogno, so solo di aver bisogno di non pensare e forse quella più importante, é il bisogno di non essere lasciata sola e forse é per questo che metto a dura prova le persone intorno a me, non credo di meritarmi l’affetto di nessuno. Delle volte guardó il mio polso sinistro e vorrei piangere in ricorso di quel tentato suicidio andato male ; rimpiango quel giorno ma da una parte non credo di aver mai amato il suono della voce mia madre come quella volta che smisi di farlo per paura della sua reazione. Sono consapevole del fatto che l’uccidersi non é una soluzione sensata per cercare di risolvere i problemi ma credere si arrivi ad un momento della vita che sia prima o che sia sia dopo dove le forze sono scomparse o volate via come uccellini dal nido. Raschio il fondo e ormai mi sono costruita la fosse da sola e a forza di mandare giù pillola su pillola ma non mi importa raschierò finché avrò "le forze" per farlo , finché non toccherò il fondo e troverò l’acqua mi lascierò andare alla corrente, cosciente di non essere capace di nuotare. Guardando la luce e l’abbraccerò come un giorno spero di abbracciare mio figlio e mi miei nipotini "

" E poi mi ritrovo sola alla fine del primo giorno di scuola, per alcuni irrilevante e per altri motivo di grande sconforto. Sono sola in un letto troppo piccolo secondo gli standard sociali, secondo me perfetto per chi é innamorato ma troppo grande per chi come me non vuole stare solo. Scaccio via i brutti pensieri cercandone di migliori rendendomi conto che é uno sforzo inutile. Più cerco uno spiraglio di "felicità" e più trovo tristezza quasi come il classico detto " per ogni cosa buona ne capitano altre dieci brutte ". Cerco di reprimere i pensieri e delle fitte alla testa fanno risuonare nel mio cervello le seguenti parole " Bip-Bip surriscaldamento del sistema operativo, sovraccarico di dati incorso" . Chiudo gli occhi per cercare di reprimere queste voci ma non funziona, sono dentro di me e non mi vogliono lasciare, fanno parte di me. Vorrei scacciarli come api quando uno a paura di loro ma come i pensieri le api ritornano all’attacco ma queste volta non basta più una manata per farle andare via, sono ostinate e pungono lasciando un dolore più intenso ma silenzioso. Chiudo gli occhi di nuovo e vedo il mondo oscillare, vedo ricordi, frasi, parole, gesti e momenti in contrasto tra loro come il mare contro gli scogli in una notte di luna piena mentre é in tempesta. La mia poco autostima si riversa nei miei rapporti sociali, nelle mie interazioni così dirette e prove di tatto e di senso logico. La mia continua ricerca di attenzioni da parte maschile cresce facendo solchi pesanti nel mio cuore e di quelli a me circostanti. HO PAURA DI ME STESSA in modo alquanto strano poiché la mia paura non é quella di persé di poter fare gesti avventati che potrebbero lasciare segni permanenti sul mio corpo o addirittura renderlo privo di vita, ma quella di procurare dolore alle persone a me care. Questa mia paura mi porta ad abbandonare le persone da me e ad essere molto fredda e distaccata. Non so di cosa o di chi ho bisogno, so solo di aver bisogno di non pensare e forse quella più importante, é il bisogno di non essere lasciata sola e forse é per questo che metto a dura prova le persone intorno a me, non credo di meritarmi l’affetto di nessuno. Delle volte guardó il mio polso sinistro e vorrei piangere in ricorso di quel tentato suicidio andato male ; rimpiango quel giorno ma da una parte non credo di aver mai amato il suono della voce mia madre come quella volta che smisi di farlo per paura della sua reazione. Sono consapevole del fatto che l’uccidersi non é una soluzione sensata per cercare di risolvere i problemi ma credere si arrivi ad un momento della vita che sia prima o che sia sia dopo dove le forze sono scomparse o volate via come uccellini dal nido. Raschio il fondo e ormai mi sono costruita la fosse da sola e a forza di mandare giù pillola su pillola ma non mi importa raschierò finché avrò "le forze" per farlo , finché non toccherò il fondo e troverò l’acqua mi lascierò andare alla corrente, cosciente di non essere capace di nuotare. Guardando la luce e l’abbraccerò come un giorno spero di abbracciare mio figlio e mi miei nipotini "